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Epifania in Germania: gli Sternsinger e la festa dei Re Magi

Oggi è il giorno dell’Epifania e qui, nella cattolica Baviera, si festeggia la visita dei Re Magi alla mangiatoia. La Befana non è proprio conosciuta (a meno tu non abbia amici tedeschi che hanno vissuto in Italia e quindi ne hanno sentito almeno parlare, come noi) e quindi niente visita ai bambini tedeschi! D’altro canto doni e dolciumi cominciano ad essere distribuiti già con la festa di San Nicola, il 6 dicembre. Noi, che siamo italiani in terra tedesca, in realtà amiamo entrambe le tradizioni: Giacomo ha ricevuto la sua calza con la letterina, abbiamo ricevuto la visita degli Sternsinger (i cantori della stella) e anche partecipato alla Messa tedesca con i canti dei Re Magi in costume. Il che ha avuto un fascino davvero speciale. Ora vi racconto!

Gli Sternsinger: tra tradizione e solidarietà

Chi vive da tempo in Germania, o si trova in vacanza in questo periodo, forse avrà visto dei gruppetti di bambini travestiti da Re Magi, aggirarsi tra vie e viuzze di città e paeselli portando i classici doni e una stella di legno o cartone. Sono gli Sternsinger e vanno di casa in casa, organizzati in gruppetti di minimo tre bambini con un adulto (i gruppetti sono molteplici per ogni parrocchia), a raccogliere offerte da donare in beneficenza, in cambio di un canto natalizio, che effettuano davanti alla porta, e la benedizione della casa per l’anno che si è appena aperto. Il programma è coordinato a livello nazionale dalla Chiesa tedesca e vede impegnati ogni anno migliaia di bambini in tutta la Germania. Quest’anno la raccolta era finalizzata ad aiutare i bambini disabili del Perù. Per ricevere la visita degli Sternsinger bisogna farne richiesta alla parrocchia tedesca di riferimento, in modo da essere inseriti nelle liste di coloro che la desiderano. 

Sternsinger
La visita degli Sternsinger nel gennaio 2018

Il viaggio dei Re Magi comincia a partire dai quattro giorni precedenti l’epifania e il lavoro è corale: tra i bambini c’è entusiasmo e seria preparazione, il parroco spiega loro il motivo della raccolta delle offerte e il senso del loro peregrinare, i costumi vengono cuciti dalle mamme e dalle abili signore della parrocchia e ognuno riflette su che corona portare in testa e quale re desidera personificare. Almeno uno dei Re deve avere la pelle nera, in quanto i tre re rappresentavano i tre continenti: Europa, Africa e Asia (all’epoca ancora non si conosceva America e Australia, altrimenti forse i Re Magi sarebbero stati cinque). È un onore “essere” uno Sternsinger per qualche giorno e l’avventura, iniziata con i canti porta a porta, si conclude con la Messa solenne in cui tutti gli Sternsinger si riuniscono e mangiano assieme. 

Che significa la sigla 20+C+M+B+19?

Dopo aver cantato, gli Sternsinger benedicono la casa e scrivono sullo stipite della porta di ingresso con un gessetto la sigla “20+C+M+B+19”, dove 20 e 19 rappresentano l’anno in corso e le lettere “CMB” anche se spesso si pensa sian le iniziali dei nomi dei Re Magi (in tedesco Caspar, Melchior, Balthasar), sono in realtà l’acronimo della frase latina “Christus mansionem benedicat“, ovvero “Cristo benedica questa casa”.

Da quando è nato Giacomo, per noi è un’emozione vederli arrivare a casa e sentirli cantare qualche minuto solo per noi, con tale solennità, infine vederli tutti riuniti in costume la domenica, attorniati da magnifici abeti addobbati con semplici decorazioni di paglia, da loro realizzate. Trovo bellissimo il modo di in cui si rimanga fedeli all’evento storico della visita dei Re alla mangiatoia e come si riesca a coinvolgere tanti bambini. Mi colpisce ogni anno vedere l’impegno e la serietà che li contraddistingue in questa occasione.

Ricordi di bambina: la “Ciara Stea” (Chiarastella) in Veneto

Pensando a questi “piccoli cantori della stella tedeschi” mi tornano in mente vivi i ricordi della “Ciara stea” (Chiarastella): i canti natalizi che gruppi di adulti, prima anziani e poi anche di giovani, facevano peregrinando la sera di casa in casa e di piazza in piazza del paese, nei giorni antecedenti al Natale. Portavano anche loro una stella di legno illuminata e anche in quel caso il fine era, oltre al divertimento, anche quello di raccogliere fondi per le attività della parrocchia, in cambio di un augurio di buon Natale e d’inizio anno nuovo. Questo “mettersi in cammino” doveva ricordare quello dei Re Magi e dei pastori (in molte province è anche detta “Pastorella”). Ricordo di aver partecipato alla Chiarastella solo un paio di sere, da bambina, assieme ai miei zii…e il tutto si concludeva con un bel panettone assieme e cioccolata calda!

Eh sì, il periodo di Natale può essere festeggiato in modo così diverso o così simile nel mondo, di certo i valori di condivisione, generosità e amore accomunano le diverse culture, lingue e religioni.

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